Spiritualità http://coscienzeinrete.net Wed, 12 Dec 2018 21:05:27 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it LA PIEVE ROMANICA DI COLOGNOLA AI COLLI – Un piccolo santuario del Divino Femminile in provincia di Verona. http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3365-la-pieve-romanica-di-colognola-ai-colli-un-piccolo-santuario-del-divino-femminile-in-provincia-di-verona http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3365-la-pieve-romanica-di-colognola-ai-colli-un-piccolo-santuario-del-divino-femminile-in-provincia-di-verona

Percorrendo quella campagna che si estende ad est della città, a circa quindici chilometri in direzione di Venezia, ci si trova nel punto in cui la valle di Illasi, una delle valli che solcano e dividono tra loro gli altopiani della Lessinia, sbocca nella piana del fiume Adige.

di Paolo Rampa

Pieve romanica1
I centri abitati più vicini, Colognola e Caldiero, occupano dei piccoli rilievi a breve distanza da qui. Poco più a sud i campi sono attraversati dall’antica strada postale che faceva da collegamento tra Verona e le regioni adriatiche, e che è stata di recente sostituita nella sua funzione dalla ferrovia e dal vicino viadotto autostradale. Ma nonostante i cambiamenti intervenuti ultimamente e l’urbanizzazione di alcune zone attigue alle nuove reti di transito, il paesaggio circostante è ancora sostanzialmente agricolo ed anche il suo carattere rimane quello che ci descrive per quei luoghi un ritmo di vita regolare, cadenzato dai tempi dilatati delle attività stagionali, che si susseguono, sempre con lo stesso ordine, nel corso dell’anno.
Ed è forse possibile che sia proprio per accordarsi con questo carattere, ereditato da una tradizione millenaria, che l’antica pieve romanica di Colognola ai Colli ha mantenuto fino ad oggi un aspetto misurato, contraddistinto dal grande tetto “a capanna” che ricopre le tre navate, e dal semplice campanile, i quali, visti assieme, ci regalano ancora una sensazione di grande equilibrio e di una certa armonia.

La storia dell’antica pieve ha origine da quanto rimaneva di un precedente insediamento romano, sorto quale conseguenza della colonizzazione del territorio veronese (da cui deriva il nome di “Colognola”) e che, a sua volta, venne a sovrapporsi ad una realtà già esistente con molta probabilità fin dall’epoca preistorica (1). Ed elemento comune ai vari insediamenti che si sono succeduti in quel luogo nel corso delle varie epoche sembra proprio essere stata la continuità con cui esso fu destinato, fin dall’inizio, alle attività di culto, aspetto che testimonierebbe, tra l’altro, di una sua particolare “rilevanza” all’interno della geografia sacra del territorio veronese.
Successivamente alla cristianizzazione, iniziata in epoca tardo-imperiale, le attività religiose furono presumibilmente svolte sul posto in edifici ora non più esistenti, soggetti nel tempo a progressive trasformazioni, per arrivare infine, agli inizi del XI secolo, all’epoca in cui iniziano ad essere prodotti documenti che testimoniano dell’esistenza, a Colognola, della pieve di S. Maria.Pieve romanica2

La costruzione di questo tipo di pievi, vere e proprie parrocchie rurali, ebbe un notevole sviluppo in età medievale, e fu supportato dalla nascita di una nuova forma di spiritualità, spesso guidata da particolari gruppi religiosi, che coinvolgeva gli strati più bassi della popolazione che viveva lontano dai principali centri abitati.
E molte di queste pievi, proprio come nel caso di quella di Colognola, venivano dedicate a Maria.

Pieve Romanica3È infatti da collegarsi ad una particolare visione spirituale quell’improvvisa fioritura del culto mariano che si ebbe in epoca medievale, e che poi proseguì, sia pure in forme diverse, fino ai giorni attuali. Anche perché, se ci si riferisce alla sola figura di Maria come questa viene rappresentata nei Vangeli, non si comprenderebbe l’importanza e la centralità che, in questo tipo di culto, le viene assegnata.
Ma se invece guardiamo al passato, adottando un punto di vista più elevato, possiamo riconoscere in altre esperienze religiose, precedenti il cristianesimo, casi in cui ad una divinità femminile possono essere associati alcuni caratteri che trovano espressione anche nella figura di Maria.

Già il culto della “Dea Madre”, praticato in epoca preistorica, faceva infatti riferimento ad un’Entità in grado di proteggere ed assistere l’umanità, allora agli inizi del proprio percorso terreno di crescita, dalle “insidie” del mondo materiale. Come pure, in epoca successiva, le immagini con cui veniva rappresentata la dea Iside, il cui culto veniva praticato dagli antichi Egizi, possono ricordare le tante Madonne “nere” che popolavano le chiese nei primi tempi del cristianesimo.

Vi è dunque una continuità in quella forma di devozione diretta al lato “femminile” della divinità, esistente fin dalle origini della spiritualità umana, che affianca alla figura del Dio creatore “maschio” quella di una divinità “femmina”, con caratteristiche sue proprie.
E l’idea fondamentale che ne sembra derivare, guardando anche agli esiti di questo lungo processo di evoluzione religiosa, è quella che, a partire da un’unità originaria, costituita da una unica forma di Coscienza Universale asessuata, si fosse proceduto con il rappresentarsi una scissione di questa in due componenti tra loro complementari, che avessero il compito di attivare un processo di creazione basato su di una speciale “dinamica degli opposti”. Una dinamica in cui, laddove la componente maschile del Dio crea il nuovo, “occupando” nuovi spazi, quella femminile si dedica a determinare il come questo nuovo debba nascere, preoccupandosi di tutto quanto riguarda il suo accoglimento.

Pieve romanica5Si può quindi riconoscere, nel corso delle epoche, come siano esistite fasi in cui ciascuna di queste due componenti divine, maschile e femminile, ebbe la prevalenza sull’altra nel trasmettere all’umanità quelle qualità che le erano maggiormente necessarie in quel momento della propria crescita. Quelle stesse qualità che, pur dovendo essere alla fine tutte quante compresenti al termine del processo evolutivo, non possono tuttavia ancora trovarsi in equilibrio proprio a causa dell’essenza “dinamica” del processo stesso.

Ecco allora come, se all’epoca degli antichi greci e romani serviva, dal punto di vista evolutivo, uno sviluppo del pensiero umano (maschile), nell’epoca successiva, che comprende la nostra, è diventata necessaria la crescita di quella particolare attenzione rivolta al “come fare le cose” che è una caratteristica prettamente femminile, che si identifica con la coscienza umana, ed a cui si è associata, in epoca cristiana, la figura di Maria.

Ed ecco quindi come può essere spiegato il motivo per cui, giunti in epoca medievale, trascorso cioè il tempo necessario a che lo sviluppo della coscienza potesse avere inizio dopo la venuta di Cristo in terra, determinati gruppi religiosi a guida iniziatica, quali i catari e successivamente i templari, incominciarono a diffondere pratiche di culto, accompagnate dal relativo repertorio iconografico, largamente rivolti alla figura di Maria, con l’intento di destare e rendere consapevole l’attenzione degli uomini verso quella particolare fase della loro crescita che avevano incominciato a percorrere.

Ma se poco ci è dato sapere oggi delle pratiche di culto che si svolgevano e che coinvolgevano la popolazione agli inizi del secondo millennio dell’era cristiana fra le mura delle antiche pievi, è tuttavia ancora possibile rintracciare i segni con cui, quella nuova ondata di spiritualità che accompagnava la crescita umana, iniziava ad essere trasmessa attraverso le immagini sacre, ed apprezzarne tutt’ora la stupefacente chiarezza e precisione.

La pieve di Colognola ai Colli, che mantiene tutt’oggi fama di importante luogo di devozione mariana, è da questo punto di vista un esempio fra i più significativi, e ci descrive il culto originariamente dedicato a Maria svelandone il senso più profondo.
In essa ci viene presentata, grazie al patrimonio iconografico ancora conservato, una raffigurazione della Madonna che appare fondamentalmente sotto una doppia luce, mettendone contemporaneamente in evidenza la natura universale-cosmica ed il suo lato più strettamente connesso al destino umano. Se infatti da una parte Maria ci viene posta di fronte quale incarnazione di quell’essere Divino-Femminile che rende possibile la discesa in terra di Cristo e che accetta di farsi carico dell’attuazione di un passaggio decisivo del Piano Divino universale, dall’altra essa rappresenta il destino stesso dell’anima umana che, accogliendo l’amore dentro di sé e mettendolo a disposizione dei nostri pensieri, consente in ciascuno di noi la crescita del Dio-spirito, quel principio divino creatore che rappresenta il vero motivo per cui tutta l’esperienza cosmica in cui siamo immersi acquisisce significato.

Seguendo con un determinato ordine il ciclo di immagini raffigurato sulle pareti si riconosce infatti, quasi come se si trattasse di un testo sacro, una sequenza di situazioni in cui la figura di Maria è rappresentata nei suoi diversi ruoli rispetto alla vita dello spirito.
Nel primo affresco la Madonna in trono tiene con la mano sinistra il giglio bianco, dono ricevuto dal Cielo, mostrando con esso la propria partecipazione al Piano Divino di cui accetta la responsabilità. Contemporaneamente essa allatta il figlio, nutrendolo con quella conoscenza propria della sua stessa essenza (la Sophia degli antichi) che gli è necessaria per la crescita del proprio spirito.

Pieve romanica6

Pieve di Colognola ai Colli – VR – Madonna col Bambino

Nel secondo affresco vi è la raffigurazione del bambino che pone le mani sul cuore di Maria, indicando in quell’organo fisico il nuovo “protagonista” delle vicende dell’anima, destinata ora a diffondere l’amore (rappresentato dal figlio) seguendone con attenzione il percorso, aspetto sottolineato dal fatto che Maria “tiene” a sua volta con la mano sinistra il piede del bambino.

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Pieve di Colognola ai Colli – VR – Madonna del Nido

Ma non basta ancora, perché in una terza rappresentazione, questa volta un rilievo dipinto, vi è il pensiero umano, rappresentato da un piccolo uccello, che adesso inizia a “nutrirsi” dell’Amore beccando la mano offerta dal bambino in braccio a Maria, che, a sua volta, “protegge” serenamente la scena reggendo il nido del volatile con la mano destra. E i pensieri pieni d’amore sono appunto quelli che sviluppano la coscienza umana, e che ci portano ad occuparci non solo del bene nostro ma anche di quello degli altri e di tutto quanto ci circonda.

Pieve romanica8

Pieve di colognola ai colli – Madonna col Bambino

Ed una volta avviatasi la crescita dello Spirito-in-noi, esso esprimerà sempre più sé stesso “facendo cose”, ed inducendo altri a farne, come rappresentato in successive immagini dove il bambino “tocca” le mani di Maria e poi quelle di un santo-vescovo che, impugnando la “pastorale”, testimonia il proprio costante contatto col Cielo.

Pieve romanica9

Pieve di Colognola ai Colli – VR – Madonna col Bambino e i santi

Arrivati quindi al termine del percorso troviamo l’immagine di Maria con il bambino che tengono tra le mani un piccolo vaso, contenente una rosa rossa. Frutto della trasformazione terrena del giglio bianco, la rosa rossa rappresenta l’azione umana piena d’amore che prende il posto del dono celeste, e che torna in cielo colorata col sangue che gli uomini hanno “impegnato”  per restituire, con le proprie forze, quanto ricevuto in origine. Un’ immagine che ci parla, in una sintesi estrema, del compimento del percorso terreno dell’anima umana, adesso in grado di creare essa stessa grazie all’Amore ed allo spirito cresciuto dentro di lei, finalmente consapevole della propria natura divina.

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Pieve di Colognola ai Colli – VR – Madonna col Bambino e la rosa

Così, con un po’ di attenzione ed i giusti riferimenti, si possono interpretare molte delle immagini conservate nella pieve di Colognola ai Colli, abituandosi a “decifrare” il linguaggio nascosto in tante rappresentazioni archetipiche che arrivano fino a noi dalle epoche passate. E così si può cercare di dare un significato nuovo, perché più profondo e ricco, alla devozione che si esprime a Maria, in quel luogo, vero santuario del Divino Femminile, ma non solo in quello.

Perché ovunque noi ci troveremo, e sempre più da adesso in poi, avremo modo di accorgerci che la vita che si svolge nella nostra anima, di cui Maria rappresenta il destino evolutivo, merita un’attenzione che da parte nostra essa non ha ancora avuto, e che soltanto imparando ad osservarla ed a conoscerla potremo proseguire davvero, con l’aiuto del Cielo, lungo il percorso in direzione del luogo cui siamo destinati.

Pieve romanica11

Pieve di Colognola ai Colli – VR – Madonna del Nido – particolare

NOTE:

1) con riferimento al testo: E. Battaglia, “Pieve di Colognola ai Colli”, Parrocchia Annunciazione di Maria Vergine, Colognola ai Colli – Verona, 2017.

Fonte: https://ilquartore.wordpress.com/2018/12/06/la-pieve-romanica-di-colognola-ai-colli-un-piccolo-santuario-del-divino-femminile-in-provincia-di-verona/?fbclid=IwAR1cv8GVT46MDqJbipwTXWlZ8Ow5A4TkIUO9Ue_XeSVKxzXjtXY4Rhti9JM

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Fri, 07 Dec 2018 10:27:09 +0000
Come affrontare (e superare) il Natale quando si hanno dei cari defunti http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3363-come-affrontare-e-superare-il-natale-quando-si-hanno-dei-cari-defunti http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3363-come-affrontare-e-superare-il-natale-quando-si-hanno-dei-cari-defunti

Poco importa che il lutto sia “fresco” o più lontano, nel tempo. Pensando a chi, di particolarmente caro, non c'è più, l'aria che prepara alle festività natalizie per molti può acquisire un retrogusto sordo, fatto di una malinconia struggente o di una ineluttabile e acuta mancanza che risuona con più forza. Che Natale felice può essere, se chi si ama non c'è più?

di Anna Maria Cebrelli

natale defunti

“Natale con i tuoi” non è un detto che nasce per caso. Per comprenderlo è necessario partire dalle origini. “Il senso del Natale è sempre stato il sorgere della Luce e dell'Amore”: precisa Fausto Carotenuto (fondatore di Coscienze in Rete, conduce seminari su “Come imparare a dialogare serenamente con i cari che ci hanno lasciato”).

 

La Natività arriva sul nostro calendario subito dopo il Solstizio d'Inverno, quando il Sole (che per gli antichi era la manifestazione più evidente dell'amore divino che illumina e scalda tutti, senza discriminazioni, donando - attraverso i suoi raggi - parti di sé) ritorna a prendere più spazio, nelle giornate che cominciano ad allungarsi. Si esce dal “buio” dell'inverno; quello che un tempo risuonava nell'animo degli uomini - ed ora si è perso - era il fatto che questo calore e luce cominciassero a vedersi e sentirsi meglio anche dentro di sé: l'esperienza esterna si rapportava a quella interiore. Il Bambinello aggiunge un ulteriore dono all'umanità:

la nascita dell'amore sulla Terra; in altri termini il sole non è più solo un evento cosmico ma anche sole interiore, che cresce dentro ognuno di noi. Questa novità, che cambia nel profondo l'attitudine dell'uomo, si traduce in un impulso ad andare incontro agli altri, a diventare più amorosi (o più buoni) e più “calorosi”, cioè con una qualità affettiva accogliente, attenta, presente. Il primo “calore” che spontaneamente si ricerca è proprio quello familiare, poi viene quello degli altri. Siamo spinti a diventare più solari”.

Il consumismo ha stravolto ogni cosa, ha perso di vista il nucleo fondante – l'amore - attorno al quale le feste, il mangiare insieme, lo spumante, i regali sì, hanno un senso. Al di là delle apparenti atmosfere calde raccontate dalle pubblicità, ha portato di nuovo il buio e freddo della materia scollegata allo Spirito, della notte senza vero calore: l'amore di cui si parla è patinato, finto, voluttuoso, superficiale. E' un “vogliamoci bene” (giusto per vendere un prodotto) che – strategicamente - si aggancia al nostro bisogno primario, originario, di Luce e Calore autentici.

Così, in un periodo in cui in un modo o nell'altro, per amore o perché così si fa, si ravvivano i rapporti e le famiglie spesso si ritrovano insieme, chi ha perso qualcuno di caro, chi vive un lutto, si può sentire particolarmente solo, forse anche come “mutilato” e dolorante: sente vivi dentro di sé e più forti - ma ritiene impossibili da realizzare – il desiderio profondo di calore nel ritrovarsi e il piacere dello scambio amorevole.

 

Eccolo qua, ci siamo: è questo il nocciolo nudo e crudo, del lutto e del Natale messi insieme. Almeno a prima vista. Sì perché che siano un desiderio e un piacere impossibili, in fondo, è solo una credenza materialista.

Solo una cosa ci può aiutare: sentire, rendersi conto che questi cari, anche se in un'altra dimensione, ci sono ancora, ci sono vicini e possono esserlo ancora di più se li pensiamo e li amiamo. Si tratta di imparare un nuovo modo di dialogare con loro. Così come il Sole e la voglia d'Amore rinascono dentro di noi, così possiamo alimentare la luce della speranza e la fiducia che siamo ancora insieme – anche se non ci vediamo – e torneremo a stare insieme. L'amore non muore mai. La fiducia nasce dall'esperienza, dalla pratica di un dialogo cosciente e quotidiano, senza necessità di alcun medium: i nostri affetti che si trovano oltre la Soglia non vedono l'ora di potersi mettere di nuovo in contatto con noi e continuare ad alimentare l'affetto, supportarci”.

Come cominciare? Fausto Carotenuto suggerisce tre modalità su cui possiamo impegnarci da subito:

  1. fare delle “buone azioni” e dedicarle ai nostri cari
  2. mandare loro dei pensieri di affetto (come se fossero messaggi inviati sul telefonino ad una persona lontana ma che è nel cuore)
  3. portarli dentro le nostre giornate di festa, nei nostri pranzi o cene, nelle tombolate o negli incontri: ricordandoli con aneddoti, parlando di loro con amore, gli consentiamo di essere con noi e partecipare a quel calore.

E' una semina che consente di aprire un nuovo dialogo e che farà felici anche i nostri cari defunti; noi avremo in dono intuizioni, ispirazioni, una nuova sensazione di calore. Aprendo il cuore nella loro direzione, condividendo i pensieri, un po' alla volta si passerà da una sensazione di mancanza o mutilazione ad una di pienezza. Così il pianto si può trasformare in commozione, in una nuova forma di condivisione - al di qua e al di là del visibile - di un bel momento”.

La bellezza dell'esistenza non può che rafforzarsi nella rinascita dell'amore dentro e oltre la vita. E allora quale occasione migliore, se non il Natale, per cominciare?

(Per chi fosse interessato al seminario “Come imparare a dialogare serenamente con i cari che ci hanno lasciato”, il prossimo appuntamento con Fausto Carotenuto è dal 4 al 6 gennaio 2019, vicino ad Orvieto).

Fonte:https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/29689-come-affrontare-natale-lutto?fbclid=IwAR1kUFZgvQZ1h6O1-U-nC5A1on-QT9ZZ3m6dDQ1dz4Wdln_9wsF2E11P1cw

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Fri, 07 Dec 2018 06:42:45 +0000
La nostra strada http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3315-la-nostra-strada http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3315-la-nostra-strada

{youtube}MpPPxDGJDds{/youtube}

CIR La Nostra StradaAllo Spirito Adamo si unisce l’Anima Eva,

mandati sulla Terra per diventare Dei imparando ad amare…

per imparare sbagliando, attraverso il dolore che proviene dall’errore…

errore nell’amare, nel fare il Bene.

E l’Anima Eva sbaglia per imparare tentata dalla Mela-Malum

offerta dal Serpente portatore dell’esperienza dell’errore..

La offre all’inconsapevole, immaturo Spirito-Adamo,

e i due la mangiano, aprendo le porte dell’interiorità

a miriadi di esseri portatori dell’Errore e del Dolore.

L’Anima ne viene soggiogata, spezzata in tre parti…

sbalzata in cento direzioni da mille spiriti larvali,

mentre lo Spirito Adamo affonda nell’esperienza dell’Ego

soggiogato dalla seduzione dell’egoismo del Serpente…

Ma l’Anima Eva costruisce in sé le forze della Coscienza

proprio attraverso l’esperienza dell’errore

e comincia affannosamente a cercare di liberarsi,

finché il suo Spirito fatto Angelo

dopo tante esperienze di errore,

salvandola grazie alle forze di Lei

non la riunisce a Sé nella Luce e nell’Amore.

Questa la nostra strada… ora.

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Wed, 31 Oct 2018 08:31:33 +0000
Testimonianze di grandi personaggi sulla reincarnazione http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3311-testimonianze-di-grandi-personaggi-sulla-reincarnazione http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3311-testimonianze-di-grandi-personaggi-sulla-reincarnazione

Estratto parzialmente da: https://www.etanali.it/reincarnazione.htm?fbclid=IwAR3qf1WthKwA59Clp6lCZn34QYUxDzI4X6AB-x79Z2xtGhO_5KtmUWfyK1s

reincarnationEsiste una quantità straordinaria di testimonianze di grandi personaggi d’ogni tempo e nazionalità che hanno espresso il loro pensiero sulla reincarnazione. Ci limitiamo ai più importanti.

Non citiamo qui (perché richiede un approfondimento a parte) Rudolf Steiner, che meglio di chiunque altro ha riportato a conoscenza dell’Umanità e ulteriormente approfondito le realtà della Reincarnazione e del Karma.

Per un approfondimento di base sui temi di Reincarnazione e Karma, vedi il libro “Che cos’è il Karma?” di Fausto Carotenuto (ordinabile qui, o su Amazon).

ovidioOVIDIO, poeta latino (43 a. C.-17 d. C )

«[…]La cosiddetta morte è solo il rivestirsi di una cosa vecchia in nuova forma e abito […]. È lo spirito disincarnato vola qua e là […] gettato da una dimora all’altra.
L'anima è sempre la stessa, solo la forma è perduta».

 

 

 

 

 

 

 

 

virgilioVIRGILIO, poeta latino (70-19 a.C)

«Tutte queste anime, trascorsi mille anni, un Dio le chiama in folta schiera sulle acque del Lete […] Così che, smemorate della trascorsa vita, tornino a visitare i regni della Terra, sotto la volta del cielo, desiderose di avere un corpo vivente».

 

 

 

 

 

 

 

 

ciceroneCICERONE, scrittore, oratore e politico romano (106 43 a. C)

«Altra possente prova che gli uomini conoscono molte cose prima della nascita è la loro capacità, nella tenera infanzia, di afferrare fatti innumerevoli con una rapidità che dimostra come essi non ricevano questi fatti dentro di loro per la prima volta, ma li ricordino e li richiamino alla mente».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EmpedocleEMPEDOCLE, filosofo e statista greco (circa 490-430 a. C.)

«Io una volta fui ragazzo e ragazza, cespuglio e uccello, e muto pesce nelle onde. La Natura cambia tutte le cose, avvolgendo le anime in strane tuniche di carne. Le più degne dimore per le anime degli uomini».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PlatonePLATONE, filosofo greco (427-347 a.C)

«O giovane […] sappi che se divieni peggiore andrai in un’anima peggiore, e in un’anima migliore se migliorerai, e in ogni successione di vita e di morte farai e soffrirai ciò che il simile ha del simile. Questa è la giustizia celeste […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

PitagoraPITAGORA, filosofo greco (571-497 a. C)

«Il ritorno e il karma sono necessari per lo sviluppo dell’anima».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PlotinoPLOTINO, filosofo neoplatonico (205-270 d. C.)

«Quando avviene l’uccisione di un personaggio in un dramma, l’attore cambia il suo trucco ed entra in una nuova parte. Naturalmente l’attore non è stato veramente ucciso; ma, se morire è solo cambiare corpo come l’attore cambia costume, o anche uscire dal corpo come l’attore esce dalla scena quando non ha più nulla da dire o da fare, cosa c’è di tanto pauroso in questa trasformazione degli esseri viventi l’uno nell’altro? Le uccisioni, la morte […] tutto deve apparirci come lo spettacolo del cambiamento delle scene a teatro […] [Sul palcoscenico] ogni uomo ha il suo posto, un posto che si conviene al giusto come al malvagio: […] là parla e agisce, nella bestemmia e nel delitto come in ogni forma di bontà; perché gli attori portano in questa commedia quello che erano prima che la commedia fosse messa in scena […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RumiJALALU’L-DIN RUM, poeta mistico persiano (1207-1273)

«Morii come minerale e divenni una pianta; morii come pianta e divenni animale; morii come animale e fui uomo. Perché dovrei temere? Quando diminuii morendo? E tuttavia, ancora una volta morirò come uomo per elevarmi con gli angeli benedetti; ma anche lo stato di angelo supererò […]».

 

 

 

 

 

 

 

ParacelsoPARACELSO, medico e alchimista svizzero (1493-1541)

«[…]Ogni essere umano ha le sue proprie tendenze: queste tendenze appartengono al suo spirito e indicano il suo stato in cui esisteva prima di nascere […] Distrutto questo corpo, se ne crea un altro con proprietà simili o superiori».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornano BrunoGIORDANO BRUNO, filosofo, poeta e commediografo italiano (1548-1600)

«Io ho ritenuto e ritengo che le anime siano immortali […] I Cattolici
insegnano che non passano da un corpo in un altro, ma vanno in Paradiso, nel Purgatorio o nell’Inferno. Ma io ho ragionato profondamente e, parlando da filosofo, poiché l’anima non si trova senza corpo e tuttavia non è corpo, può essere in un corpo o in un altro, o passare da un corpo all’altro. Questo, se anche può non esser vero, è almeno verosimile, secondo l’opinione di Pitagora […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benjamin FranklinBENJAMIN FRANKLIN, statista, scienziato e filosofo americano (1706-1790)

«Quando vedo che niente si annulla e nemmeno una goccia d’acqua va distrutta, non posso sospettare l’annichilamento delle anime, né credere che Dio voglia sopportare la distruzione giornaliera di menti già fatte, che adesso esistono, e darsi la continua pena di farne delle nuove. Così, trovandomi a esistere nel mondo, credo che, in una forma o nell’altra, esisterò sempre […] Non faccio obiezioni a una nuova edizione di me stesso, sperando tuttavia che gli errata dell’ultima edizione possano essere corretti».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GottholdGOTTHOLD EPHRAIM LESSING, scrittore e filosofo tedesco (1729-1781)

«[[…] Perché non dovrei tornare su questa terra tutte le volte che sia in grado di acquistare nuova conoscenza e nuovo potere? Raggiungo forse, in un solo soggiorno, tante cose da rendere inutile il mio ritorno? No certo! […] O forse perderei troppo tempo? Perdere tempo! Che bisogno ho di affrettarmi? Non possiedo forse tutta l’eternità?».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JeanJEAN PAUL RICHTER, scrittore tedesco (1763-1825)

«Perché non accettare questa teoria [della reincarnazione] e godere pienamente una luce che un Platone, un Pitagora e intere nazioni  ed epoche non hanno disdegnato? […] L’anima torni pure quante volte desidera. Certo, la Terra è abbastanza ricca per concederle nuovi doni, nuovi secoli, nuove regioni, nuove menti, nuove scoperte e speranze».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

hegelGEORGE W.F.HEGEL, filosofo tedesco (1770-1831)

«Lo spirito, consumando l’involucro della sua esistenza, non passa semplicemente entro un altro involucro, né risorge ringiovanito dalle ceneri della sua precedente forma; ne esce esaltato, glorificato, come spirito più puro […] La vita dello spirito sempre presente è un circolo di progressive incarnazioni che, viste sotto un altro aspetto, appaiono passate».

 

 

 

 

 

 

 

 

Charles FourierCHARLES FOURIER, filosofo ed economista francese (1772-1837)

«[…] Nei periodi in cui è libera dal corpo umano, l’anima rivive immediatamente nella grande anima del mondo, di cui è parte integrante, e disdegna la vita presente, come al momento del risveglio noi cerchiamo di dimenticare o di ricordare un sogno a seconda che sia stato piacevole o spiacevole […] Dopo un periodo trascorso nella grande anima, le anime vanno a dormire e rinascono sulla Terra in un nuovo corpo… Alcuni individui eccezionali […] ricordano la loro passata esistenza».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Honoré de BalzacHONORÉ DE BALZAC, romanziere francese (1799-1850)

«Un’intera vita è necessaria per ottenere le virtù che annullino gli errori della vita precedente. Le virtù che acquistiamo, sviluppandosi lentamente entro di noi, sono gli invisibili legami che collegano ogni nostra esistenza alle altre: esistenze che solo lo spirito ricorda, perché la materia non ha memoria per le cose spirituali».

 

 

 

 

 

 

 

carl gustav jungCARL GUSTAV JUNG, psichiatra svizzero (1875-1961)

«La rinascita, nelle sue varie forme di reincarnazione, resurrezione e
trasformazione, è un’affermazione che deve essere contata tra le prime affermazioni dell’uomo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GoetheJOHANN WOLFGANG GOETHE, scrittore tedesco (1749 1832)

«Sono certo che, come mi vedete, ho già vissuto cento volte, e spero anche di tornare ancora cento volte».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SchopenhauerARTHUR SCHOPENHAUER, filosofo tedesco (1788-1860)

«Se un asiatico mi domandasse la definizione dell’Europa, sarei obbligato a rispondere: è quella parte del mondo infestata dall’incredibile illusione che l’uomo sia stato creato dal nulla e che la sua nascita sia la sua prima venuta nella vita».

«Le qualità innate che troviamo in un uomo e mancano in un altro non sono il grazioso regalo di qualche divinità sconosciuta, ma il frutto delle azioni personali di ogni uomo in un’altra vita».

 

 

 

 

 

 

 

 

Federico il GrandeFEDERICO IL GRANDE, re di Prussia (1712-1786)

«So che, dopo la mia morte, la parte più nobile di me non cesserà di vivere. Anche se nella mia vita futura non sarò re, tanto meglio: sopporterò minore ingratitudine».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elisabeth of AustriaELISABETTA D’AUSTRIA, imperatrice (1837-1898)

«Dante e gli altri grandi sono anime che, da un’epoca lontanissima, sono ritornate nuovamente sulla Terra per continuare l’opera e anticipare il perfezionamento di coloro che devono venire […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe MazziniGIUSEPPE MAZZINI, uomo politico italiano (1805-1872)

«Voi credete che l’anima possa passare d’un balzo dall’umana esistenza alla somma beatitudine o andar d’un balzo sommersa nell’assoluta irrevocabile perdizione: noi crediamo il periodo umano troppo lontano dal sommo ideale, troppo guasto d’imperfezione, perché la virtù della quale siamo capaci quaggiù possa d’un tratto meritare di raggiungere il vertice della scala che guida a Dio. Noi crediamo in una serie indefinita di reincarnazioni dell’anima, di vita in vita, di mondo in mondo, ciascuna delle quali rappresenta un miglioramento nell’interiore».

 

 

 

 

 

 

 

 

maurice maeterlinckMAURICE MAETERLINCK, scrittore belga (1862-1949)

«Non vi fu mai più bella, più giusta, più pura, più morale, più feconda e consolante e, in certa misura, più probabile fede di quella della reincarnazione. Essa sola, con la sua teoria delle espiazioni e delle purificazioni successive, riesce a spiegare tutte le diseguaglianze fisiche e intellettuali, tutte le iniquità sociali, tutte le ripugnanti ingiustizie del fato».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mahatma GandhiMOHANDAS K. GANDHI, uomo politico indiano (1869-1948)

«Non posso pensare a una inimicizia permanente fra l’uomo e l’uomo e, credendo, come credo, nella teoria della rinascita, vivo nella speranza che, se non in questa nascita, in qualche altra potrò stringere tutta l’umanità in un amichevole abbraccio».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ralph EmersonRALPH WALDO EMERSON, filosofo, saggista e poeta americano (1803-1882)

«L’anima è un’emanazione della Divinità, una parte dell’anima del mondo, un raggio della sorgente di luce. Viene dall’esterno nel corpo umano, come in una dimora temporanea, ed esce nuovamente da esso; vaga nelle regioni eteree, torna a visitarlo… passa in altre dimore, perché l’anima è immortale».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

walt whitmanWALT WHITMAN, poeta americano (1819-1892)

«[…] E calcolando la vostra vita, siete il residuo di molte morti; certo, io stesso sono morto già diecimila volte […]».
«E guarderò ancora fra una o due ventine di secoli, e incontrerò il vero padrone di casa perfetto e illeso in ogni sua parte come me stesso […]».

 

 

 

 

edgar allan poeEDGAR ALLAN POE, scrittore americano (1809-1849)

«È ozioso dire che non sono vissuto in precedenza, che l’anima non ha avuto un’esistenza anteriore […] Lo negate? Non discutiamo l’argomento. Convinto io stesso, non cerco di convincere».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Richard WagnerRICHARD WAGNER, compositore tedesco (1813-1883)

«In confronto con la reincarnazione e il karma, tutte le altre concezioni appaiono frivole e anguste».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Portrait of Leo TolstoyLEV TOLSTOJ, scrittore russo (1828-1910)

«Le opere della vita precedente danno un orientamento alla vita attuale; questo è ciò che gli Indù chiamano karma».
«I sogni della nostra esistenza presente sono l’ambiente in cui elaboriamo le impressioni, i pensieri, i sentimenti di una vita precedente […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arthur DoyleARTHUR CONAN DOYLE, romanziere inglese (1859-1930)

«Quando ci si pone la domanda “dove eravamo prima di essere nati?”, abbiamo una risposta precisa nel sistema del lento sviluppo per incarnazione, con lunghi intervalli di riposo dello spirito fra l’una e l’altra incarnazione […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MahlerGustavGUSTAV MAHLER, compositore tedesco (1860-1911)

«Tutti noi torniamo: questa certezza dà un significato alla vita e non ha alcuna importanza il fatto che in una incarnazione successiva si ricordi o non si ricordi la vita precedente. Quello che conta non è l’individuo e il suo benessere, ma la grande aspirazione al perfetto e al puro che avanza in ogni incarnazione».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Henry fordHENRY FORD, industriale americano (1863-1947)

«Ho adottato la teoria della reincarnazione quando avevo ventisei anni. Fu come se avessi scoperto il piano dell’universo […]. Non ero più schiavo delle lancette dell’orologio. Il genio è esperienza. Alcuni sembrano pensare che sia un dono o un talento, ma è il frutto di una lunga esperienza di molte vite».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rudyard KiplingRUDYARD KIPLING, scrittore inglese (1865-1936)

«Quando considero le mie incarnazioni, in ogni razza ed età, faccio le mie genuflessioni agli dei […]».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

aldous huxleyALDOUS HUXLEY, scrittore e saggista inglese (1894-1963)

«La teoria della reincarnazione ha le sue radici nel mondo della realtà, come l’evoluzione, e non potrà essere respinta che da pensatori avventati».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

khalil gibranKAHLIL GIBRAN, poeta libanese (1883-1931)

«Brevi sono stati i miei giorni fra voi […] ma, per quanto la morte possa nascondermi, […] io tornerò con la marea […]. Sappiate dunque che tornerò dal grande silenzio […]. Non dimenticate che sarò ancora tra voi […]. Una breve interruzione, un momento di riposo sul vento e un’altra donna mi porterà».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Thomas EdisonTHOMAS EDISON, inventore americano (1847-1931)

«L’unica sopravvivenza che posso concepire è di ricominciare un altro ciclo sulla Terra».
«Non dubito nemmeno per un istante che una vita produca un’altra vita».

 

 

 

Edouard SchuréÉDOUARD SCHURÉ, poeta e letterato francese (1841-1929)

«La dottrina della reincarnazione dà una ragion d’essere, secondo la giustizia e la logica eterna, ai mali spaventosi come alle felicità più desiderate. L’idiota ci sembrerà spiegabile, se pensiamo che la sua imbecillità, di cui ha semi-coscienza e di cui soffre, è la punizione d’un suo uso criminoso dell’intelligenza in altra vita».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Somerset MaughamSOMERSET MAUGHAM, scrittore inglese (1874-1965)

«Ho trovato solo una spiegazione al problema del male che piacesse egualmente alla mia sensibilità e alla mia immaginazione: ed è la dottrina della trasmigrazione delle anime».

 

 

 

 

 

 

 

 

David LawrenceDAVID HERBERT LAWRENCE, scrittore inglese (1885-1930)

«Ciò che è in cielo può tornare in terra».

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Mon, 29 Oct 2018 09:00:06 +0000
I "Giochi della gentilezza"! http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3279-i-giochi-della-gentilezza http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3279-i-giochi-della-gentilezza

Giochi della gentilezzaPromossa dall'associazione Cor Et Amor, torna la due-giorni dei "Giochi della gentilezza", un fine settimana di "gentilezza diffusa" al quale possono partecipare tutti coloro che sono disposti a mettersi in gioco per coinvolgere bambini e adulti nel riscoprire tutta la potenza dell'essere gentili. Appuntamento il 21 e 22 settembre.

«"Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” recitava un antico detto» spiega Luca Nardi, ideatore alcuni anni fa dei Giochi della gentilezza. «Per questa ragione l’intento della ricorrenza è di contribuire a circondare bambini e ragazzi di gentilezza coinvolgendo i differenti ambiti della loro quotidianità (famiglia, scuola, tempo libero, sport)».

«Durante le prime due edizioni l’Associazione Culturale Cor et Amor ha prestato particolare attenzione al coinvolgimento delle Scuole (dall’Infanzia alla Secondaria di 1° grado), puntando a coinvolgere gradualmente, nel corso degli anni, anche gli altri contesti in modo più consistente - prosegue Nardi - Nel 2016 hanno partecipato da tutta Italia 302 classi, dall’asilo nido sino alle scuole secondarie di primo grado  e circa 6000 bambini, mentre nel 2017 le classi partecipanti sono state 947 e circa 18.500 bambini, hanno partecipato anche associazioni culturali, biblioteche, associazioni sportive, musei ed un gruppo scout, inoltre nel 2016 sono stati 86 Comuni e 6 Regioni a riconoscere il proprio patrocinio alla ricorrenza, nel 2017 ben 245 Comuni, tra cui Capoluoghi di Regione come Aosta, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Napoli e Palermo e 10 Regioni. Il CONI Nazionale ha patrocinato l’iniziativa in entrambe le edizioni, il CIP Nazionale nel 2017». 

«A partire dalle 2° edizione la Giornata Nazionale dei Giochi della Gentilezza è stata tematizzata - spiega l'associazione -  caratterizzandola ogni anno con una differente conoscenza riguardante la Gentilezza. Nel 2017 la tematica affrontata durante la Giornata Nazionale dei Giochi della Gentilezza è stata “Giochiamo Insieme per circondare i bambini di Pace”, nel 2018 sarà “Giochiamo insieme per circondare i bambini di GRATITUDINE”, visto che il 21 settembre é anche la Giornata Internazionale della Gratitudine. I Giochi della Gentilezza quest’anno favoriranno la conoscenza e la pratica della gratitudine. Le persone gentili conoscono e usano la parola GRAZIE come riconoscimento per quanto ricevuto. La  gratitudine potrà essere affrontata e sviluppata trattando attraverso il gioco, uno o più argomenti affini, come per esempio: si grazie e no grazie (due espressioni gentili), l'attenzione verso ciò che ci circonda, i movimenti gentili, le parole gentili, come e quando esprimere la gratitudine, grazie nelle diverse lingue del mondo, saper riconoscere le cose positive, assaporare la quotidianità, saper stare bene insieme».

QUI per saperne di più

Fonte: https://www.terranuova.it/News/Crescita-interiore/Tornano-i-Giochi-della-gentilezza

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Thu, 20 Sep 2018 11:51:34 +0000
Coscienze in Rete a Roma Ottobre 2018 http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3266-coscienze-in-rete-a-roma-ottobre-2018 http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3266-coscienze-in-rete-a-roma-ottobre-2018

romaott2018

due incontri a Roma con Fausto Carotenuto - 20 21 ottobre 2018

Sabato 20 ottobre ore 18,00-20,15

Conferenza

ANGELI E SPIRITI DELLA NATURA

il Mondo Spirituale Intorno a noi e Dentro di noi.

Molto di più di quello che pensiamo…

Domenica 21 ottobre ore9,30 – 13,00

Seminario

LA CRESCITA SPIRITUALE OGGI

Le Vie, le Trappole e la Strada Maestra dello Sviluppo della Coscienza.

Il ruolo dell’Amore.

Indirizzo: Presso il centro Kivani,

via san Genesio 11, Roma

Costo: ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

I due eventi non hanno un costo prefissato. Verrà richiesto ai partecipanti di apprezzare responsabilmente in forma libera ed anonima il valore dei due eventi, dei costi organizzativi e del lavoro del relatore.

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Mon, 03 Sep 2018 11:12:23 +0000
Bergoglio rinuncerà finalmente al Principio di Autorità? http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3260-bergoglio-rinuncera-finalmente-al-principio-di-autorita http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3260-bergoglio-rinuncera-finalmente-al-principio-di-autorita

bergoglioirlanda

Di fronte all’irrefrenabile scandalo dei comportamenti amorali di tanti preti e suore, Bergoglio in Irlanda dichiara: “La Chiesa ha fallito, provo vergogna”.

Bene, era ora che, invece di “coprire” i misfatti per salvare la “santità” dell’istituzione – come hanno incredibilmente fatto Papi precedenti, anche “santi subito” - un Papa ammettesse come stanno le cose.

Ma ora vediamo se trarrà conseguenze logiche e pratiche da queste dichiarazioni....

(continua a leggere )

Infatti, così dicendo, Bergoglio ha in pratica ammesso che Santa Madre Chiesa non è né Santa né tanto meno Madre, visto come si è comportata con i bambini. E quindi rimane solo una “fallibile”, ricca e potente istituzione "mondana" come un’altra. Priva di infallibile "guida divina". Perchè se questa guida divina ci fosse stata, certamente non avrebbe coperto i preti pedofili, non avrebbe compiuto le mille nefandezze della sua storia, ed avrebbe formato meglio preti, suore e curie dal punto di vista etico.

Ma allora ragioniamo:

Se "ha fallito" - come dice il Papa - vuole dire che "non è infallibile", e quindi dovrebbe rinunciare alla sua pretesa di essere una autorità morale superiore, e scendere dal gradino che pretende ormai abusivamente di occupare.

E magari darsi da fare per aiutare la gente dal basso (come alcuni dei suoi membri privi di potere già fanno), e non "dall’alto", visto che questo "Alto" chiaramente non guida la Chiesa, ma solamente le coscienze individuali che si aprono al vero Amore per gli altri.

E quindi rinunciare finalmente all’imperiale, verticale “principio di autorità”, che non ha un suo fondamento. E rifondare finalmente se stessa su un "principio di fratellanza" orizzontale (troppo spesso la Chiesa ha amato più se stessa del prossimo).

Lo farà?

Qui si vedrà se le sue parole sono genuine, o solo un tentativo di frenare l'enorme emorragia di fedeli e di regolare qualche conto interno alle gerarchie vaticane.

La "protesta delle scarpe" lasciate sul selciato di Dublino da un gruppo di vittime di preti pedofili era accompagnata dallo striscione "no words" (basta parole).

Ci auguriamo che gli atti non si riducano a fare fuori qualche pezzo di Curia inviso ai gesuiti...

 

irlandaparishiners examine symbolic protest

 

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Sun, 26 Aug 2018 07:43:36 +0000
Spesso pensiamo con i pensieri degli altri… http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3251-spesso-pensiamo-con-i-pensieri-degli-altri http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3251-spesso-pensiamo-con-i-pensieri-degli-altri

Spesso pensiamo con i pensieri di altri…

Pensieri di fomentatori, di manipolatori della nostra anima,

pensieri di odio, pensieri di intolleranza, pensieri seduttivi, pensieri materialisti,

ondate di pensieri basati sulla sensorialità fisica, sulle simpatie e antipatie,

su mille egoismi…

E poi valanghe di pensieri diffusi dai media…

Ma anche pensieri dalle scuole, dagli ambienti accademici, dalla scienza, dal mondo della cultura,

dalla politica, dal mondo del lavoro,

dalla famiglia, dagli amici, dalle tradizioni,

dalle religioni, perfino da grandi maestri spirituali.

E questi pensieri vengono spesso ripresi e usati senza che il nostro Io li pensi veramente con la propria mente ed il proprio il cuore.

Ed allora il loro insieme diventa un ambiente mentale, spesso una vera e propria gabbia di forme pensiero e di condizionamenti esterni,

all’interno della quale noi ci illudiamo di pensare bene e liberamente.

Ma solo quando noi da soli, pensando disinteressatamente col Cuore a ciò che veramente è bene per noi e per tutti gli altri esseri, produrremo i “nostri” pensieri… solo allora saremo veramente liberi di pensare bene il Bene e di agire di conseguenza.

Liberi da ogni condizionamento, e guidati dal nostro Spirito.

 

Pensieri

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Mon, 20 Aug 2018 07:48:10 +0000
La profonda saggezza di Jalāl ad-Dīn Rumi - 12 importanti frasi, per pensare ed agire con il cuore. http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3239-la-profonda-saggezza-di-jalal-ad-din-rumi-12-importanti-frasi-utili-per-pensare-ed-agire-con-il-cuore http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3239-la-profonda-saggezza-di-jalal-ad-din-rumi-12-importanti-frasi-utili-per-pensare-ed-agire-con-il-cuore

rumi

"Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma solo di cercare e trovare tutte le barriere che hai costruito dentro di te contro di esso...”

L’amore – ishq in arabo, persiano, turco e hindi – è il filo comune che attraversa tutte le poesie di Rumi, direttamente o per implicazione. Tuttavia, come sottolinea giustamente Coleman Barks, l’amore di Rumi non è del tipo «lei mi ha lasciato, lui mi ha lasciato, lei è tornata…». L’amore di cui parla Rumi ha le sue radici nella realizzazione dell’amore divino e nelle sue propagazioni nel mondo e nella vita umana. Proponiamo 12 frasi da parte di questo grande e saggio "Poeta dell'Amore".

Nel contemplare queste frasi e sopratutto agendo secondo i pensieri da esse scaturiti, possiamo cominciare a ritrovare un legame profondo con la vita quotidiana, con le persone che ci circondano, con l'universo...

”Ieri ero intelligente, così ho voluto cambiare il mondo. Oggi sono saggio, così sto cambiando me stesso.” 
 

”Solo con il cuore puoi toccare il cielo.”


 
"Sei nato con un potenziale. Sei nato con la bontà e con la fiducia. Sei nato con ideali e sogni. Sei nato con la grandezza. Sei nato con le ali. Non sei stato concepito per strisciare, quindi non farlo. Hai le ali.  Impara a usarle e volare.” 


 
”Innalza le tue parole, non la voce. E’ la pioggia che cresce i fiori, non il tuono.”


 

"Non piangere. Tutto ciò che viene perso, ritorna sotto un’altra forma.” 
 

 
 "Gli addii sono solo per coloro che amano con gli occhi. Per chi ama con il cuore e con l’anima, non esiste separazione.” 
 
 

 

”ll dolore può essere il giardino della compassione. Se mantieni il tuo cuore aperto a tutto ciò, il dolore può diventare il tuo più grande alleato nella ricerca di amore e saggezza.”

 


 

”Attraverso l’amore tutto ciò che è amaro sarà dolce, attraverso l’amore tutto ciò che è di rame diventerà d’oro, tutte le scorie saranno vino, tutto il dolore diventerà una medicina” 

 


 
”Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma solo di cercare e trovare tutte le barriere che hai costruito dentro di te contro di esso”.
 


 
”Sii grato per chi viene perché ognuno è stato inviato come una guida”


 
"La Verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la Verità.
 


 
”Tutte le religioni, tutte queste canzoni, sono un’unica cosa. Le differenze sono solo illusioni e vanità. La luce del sole sembra un po’ diversa su questo muro, di quanto non sia su un altro muro, ed è molto diversa ancora da un altro muro, ma è comunque luce.” 
 


 
"Se il Cielo non fosse innamorato

il suo seno non sarebbe dolce.
Se il Sole non fosse innamorato
il suo volto non brillerebbe.
Se la Terra e le montagne
non fossero innamorate
nessuna pianta germoglierebbe
dal loro cuore.
Se il Mare non conoscesse l’amore
se ne starebbe immobile
da qualche parte.
Se il cielo, le montagne, i fiumi e
ogni altra cosa nell’universo fossero
egoisti e avidi come l’uomo e come
lui cercassero di conquistare e accumulare
cose per sé, l’universo non funzionerebbe..."

 


 

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giorgiocarotenuto@gmail.com (Giorgio Carotenuto) Spiritualità Wed, 01 Aug 2018 10:26:33 +0000
Niccolò Fabi: "Ho trasformato il dolore per la morte di mia figlia Lulù in amore verso i più fragili" http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3235-niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3235-niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili

Il cantante traccia un bilancio degli obiettivi raggiunti dalla sua Fondazione e spiega come è riuscito a rialzarsi

"La verità è che siamo un Paese di esseri umani con grandi entusiasmi, generosità, slanci. Un Paese sentimentale, che dà grandi prove di collettività nelle emergenze. Ma di fatto siamo solisti, non orchestre, imbrigliati fra i tanti cavilli burocratici". Il 3 luglio 2010, a 22 mesi, la figlia di Niccolò Fabi muore per una meningite fulminante all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In sua memoria il cantante ha deciso di organizzare, insieme alla compagna Shirin Amini, un concerto con fini benefici, intitolato "Parole di Lulù". Con quello stesso nome è nata una Fondazione, che supporta e promuove progetti legati al mondo dell'infanzia.

Niccolo Fabi

In otto anni di attività, sono stati raccolti 250 mila euro in donazioni, grazie ai quali hanno preso il via diversi progetti. In attesa di festeggiare il primo settembre l'anniversario della nascita della Fondazione, sul Corriere della sera, Fabi traccia un bilancio degli obiettivi raggiunti e spiega come è riuscito a trasformare il dolore per la morte della figlia in amore da donare ai più fragili.

Si legge sul Corriere:

"Non so neanche se oggi la chiamerei ancora così, la Fondazione: il motivo per cui continua Parole di Lulù non è continuare ad avere un rapporto con qualcuno che non c'è più. Eventualmente è rimanere attaccati a quello che noi abbiamo imparato grazie all'esistenza di qualcuno, ci permette di concretizzare qualcosa. Tutte le cose più importanti che ho imparato le ho imparate separandomi. Quindi non riesco a vedere una fine di qualcosa come qualcosa di negativo, che toglie dignità: non considero neanche il fatto che io e Shirin ci siamo lasciati come un fallimento, anzi a maggior ragione Parole di Lulù ha un ulteriore significato, in virtù di questo. Parole di Lulù è un sentimento, e quel sentimento per fortuna non è che si esaurisce".

Anche Shirin spiega come siano riusciti a operare questa trasformazione del dolore in amore verso i più bisognosi.

Purtroppo o per fortuna sono entrata in contatto col dolore molte volte, e trasformarlo mi è sembrata l'unica via percorribile. Considero un privilegio tutte le persone che mi sono state e mi sono accanto alleggerendo e colorando la mia vita di emozioni, intensità e leggerezza: ridere è fondamentale, ridere di sé è importante. Abbiamo cominciato colorando la nostra casa di alberi in tutte le stagioni, arcobaleni e balene, trasformandola in un asilo. Quel lavoro fisico e manuale è stato per me e chi mi era accanto una meravigliosa metafora pratica di ciò che intendo per trasformazione

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/2018/07/24/niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili_a_23488280/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Sat, 28 Jul 2018 10:24:28 +0000